
Liuva Maqueira Gomez nasce a L’Avana (Cuba) nel 1972 e si forma all’Accademia Nazionale di Belle Arti San Alejandro, dove si diploma con il massimo dei voti. Dopo un periodo di ricerca in Colombia, nel 2000 si trasferisce in Italia, avviando un percorso artistico fortemente legato alla ceramica.
Per oltre dieci anni lavora nelle principali realtà ceramiche italiane, approfondendo tecniche tradizionali e sperimentali e sviluppando un linguaggio personale che unisce rigore formale e libertà espressiva. Nel 2016 fonda Ljudesign, laboratorio artistico e brand attraverso cui realizza oggetti e complementi d’arredo in equilibrio tra arte e design.
La sua ricerca si muove tra tradizione e contemporaneità, pieno e vuoto, materia e movimento. Lavora prevalentemente il gres, con lavorazioni manuali, superfici materiche e smalti essenziali, dando vita a opere pensate per essere vissute, capaci di raccontare storie attraverso l’uso quotidiano.
ljudesign a milanohome 2026
LJUDESIGN sarà presente a Milano Home 2026, appuntamento di riferimento per il mondo dell’abitare e del design contemporaneo, con una selezione di collezioni in ceramica e illuminazione che raccontano una ricerca fondata sul gesto, sulla materia e sulla luce.
All’interno del Padiglione 14 – Stand B35, il pubblico potrà scoprire vasi, lampade e candelabri realizzati interamente a mano, pezzi unici in cui tecniche artigianali tradizionali vengono reinterpretate in chiave contemporanea. Un percorso espositivo pensato per professionisti, interior designer, buyer e curatori alla ricerca di oggetti non seriali, capaci di coniugare funzione, identità e presenza nello spazio.
La partecipazione a Milano Home rappresenta per LJUDESIGN un momento di dialogo con il pubblico internazionale del design e un’occasione per presentare una visione in cui la ceramica diventa linguaggio progettuale e culturale.

La forma come memoria


Il corpo, in queste immagini, non è rappresentazione ma luogo di passaggio. Non esibisce, non seduce: accoglie. La ceramica entra in scena come presenza attiva, peso simbolico, oggetto che chiede di essere sostenuto, custodito, quasi officiato. Tra pelle e materia si crea una relazione arcaica, fatta di gesto, silenzio e attesa.
È un dialogo che parla di trasformazione, di fuoco e di memoria. Il corpo non domina la forma: la accompagna. La forma non decora il corpo: lo interroga. In questo spazio sospeso, dove l’estetica lascia posto all’esperienza, risuona il pensiero di Octavio Paz:
«Il corpo non è mai solo corpo: è memoria, simbolo, presenza che brucia.»